Già negli anni Venti si era compreso quanto la radio potesse influenzare milioni di persone. Un singolo messaggio poteva raggiungere case, bar, fabbriche e luoghi pubblici.
La radio diventò informazione, propaganda, consenso e controllo dell’opinione pubblica. Per questo il controllo delle trasmissioni venne considerato strategico.
Nel 1924 nasce l’URI. Nel 1927 nasce l’EIAR, che durante il fascismo operò in regime di monopolio. Dopo la guerra l’EIAR venne trasformata nella RAI — Radio Audizioni Italiane.
Nel 1927 gli accordi tra Italia e San Marino collegati alla costruzione della Ferrovia Rimini–San Marino inclusero anche clausole relative alle telecomunicazioni. San Marino ottenne grandi vantaggi infrastrutturali, ma la radio rimase tema delicato.
Nel dopoguerra radio, televisione e casinò rimasero argomenti sensibili nei rapporti tra Italia e San Marino.
La sentenza n. 202 della Corte Costituzionale del 28 luglio 1976 aprì alle trasmissioni private in ambito locale. Nacquero così le radio libere.
Proprio in questo clima nacque Radio Dogana 1: una radio libera sammarinese nello spirito, ma collocata strategicamente in territorio italiano.